Pausa di riflessione: come comportarsi per salvare il matrimonio

La tanto temuta pausa di riflessione in alcuni casi può rivelarsi di vitale importanza per mantenere saldo il nostro matrimonio. Ecco alcuni consigli su come renderla proficua per voi e per la vostra partner

Pausa di riflessione: come comportarsi per salvare il matrimonio

Non tutti i matrimoni riescono ‘col fiocco’, ed è per questo che una pausa di riflessione può davvero, in alcuni casi, salvare il vostro matrimonio. Purtroppo, molto spesso questa frase viene utilizzata come preludio alla separazione da parte di uno dei due partner, di fatto svuotando di significato un concetto (e la conseguente azione) che in realtà può avere una vera e propria funzione salvifica per il nostro rapporto di coppia.

E in effetti, coloro i quali si soffermano sul concetto di ‘pausa di riflessione’ si dividono fondamentalmente in due categorie: la prima, già citata, considera la pausa di riflessione come un momento per rimandare la fine di un rapporto; la seconda, invece, crede davvero che possa trattarsi di un modo per recuperarlo, il rapporto, ancora di più se si tratta di un matrimonio, di un vincolo che va ben oltre il semplice ‘fidanzamento’.

A molti di noi, in effetti, sarà capitato di avere (o di subire…) una pausa di riflessione, ma pochi, verosimilmente, hanno sfruttato questo momento per riflettere davvero sul proprio rapporto e su quello che vogliono dalla loro metà. La domanda da farsi è la seguente: è possibile vivere la pausa di riflessione per salvare il proprio matrimonio? Sì che lo è, se chi la subisce non la prende come un preludio alla fine del matrimonio stesso, e se chi la ‘impone’ lo fa con la sincera voglia di salvare il rapporto, e non di affossarlo.

La pausa di riflessione in genere causa sofferenza: meglio non prenderla alla leggera
La pausa di riflessione in genere causa sofferenza: meglio non prenderla alla leggera

Pausa di riflessione: serve davvero?

Come detto prima, la pausa di riflessione serve davvero, se fatta con le migliori intenzioni. Ma cos’è che spinge ad una pausa di riflessione? La crisi di un rapporto, secondo un’opinione diffusa tra i sessuologi e gli psicoterapeuti, spesso si crea a causa di una eccessiva simbiosi nella coppia, ovvero una situazione in cui uno dei partner (o entrambi) si sentono così tanto ‘identificati’ nell’altro (ah, la monotonia…) da non riuscire più a trovare se stessi.

E’ in questo caso, quindi, che nasce la voglia di prendersi i propri spazi, di svincolarsi da un rapporto diventato col tempo oppressivo. Ma, ovviamente, non si tratta dell’unico caso possibile. Un’altra situazione diffusa che ha come conseguenza la tanto temuta pausa di riflessione è quella in cui uno dei due partner vuole davvero capire cosa prova nei confronti dell’altro, e la lontananza temporanea rappresenta in quel momento la soluzione considerata come migliore: è una situazione di stallo, in cui la coppia avverte un certo malessere, non così grande però da prendere la decisione di lasciarsi definitivamente.

Volete qualche esempio dei casi in cui la pausa di riflessione rappresenta effettivamente il primo step precedente alla separazione? Sicuramente i casi in cui il partner che prende questa decisione, da lui vista come temporanea, ha paura di rimanere solo; non sta bene con l’altra persona, ma non riesce ad affrontare il ‘grande passo’ di lasciarlo definitivamente, non accorgendosi che invece lo sta già facendo. O ancora, un altro caso simile è rappresentato da coloro i quali si prendono la pausa di riflessione in un rapporto perché hanno paura di far soffrire il proprio partner: sia che si tratti di un sentimento sincero, sia che sia una scusa per non affrontare di petto la situazione di rottura, nel 99% dei casi il rapporto è già finito.

Durante la pausa di riflessione è bene non avere contatti per riflettere meglio su propri sentimenti
Durante la pausa di riflessione è bene non avere contatti per riflettere meglio su propri sentimenti

Queste casistiche sono frequenti nella fase adolescenziale, in cui si ha voglia di sperimentare e di sperimentarsi, ma anche nel matrimonio, soprattutto quando questo vincolo viene vissuto come una ‘gabbia’ e come un modo per non poter vivere liberamente la propria vita sentimentale, piuttosto che nella maniera più sana e corretta, ovvero come amore per la propria moglie.

E allora, questa pausa di riflessione serve davvero? Come già detto, vi confermiamo la nostra idea di sì, ad eccezione dei due casi citati poco sopra. Serve perché è un modo per prendersi del tempo, per schiarirsi le idee e per capire se effettivamente abbiamo o no bisogno di nostra moglie o della nostra compagna. La pausa di riflessione, inoltre, può essere anche un modo per dare nuova linfa ad un rapporto fiacco, logorato da anni di silenzi e di rancori, e finalmente per trovare nella persona che è al nostro fianco una compagna, e non un peso, o peggio ancora una nemica.

E’ la tipica situazione di coloro i quali, una volta condivisa con la propria partner la convivenza, ne hanno tastato limiti e difetti, e non solo quello che la nostra partner ci ha voluto mostrare. Può capitare anche che in noi o nella nostra partner (e qui ci ricolleghiamo al discorso fatto in apertura della ‘gabbia’) ci si voglia misurare da soli col mondo esterno, capire una volta per tutte se si riescono ad affrontare le difficoltà della vita da soli, e non con l’aiuto di una persona: un modo come un altro, insomma, per dare una valutazione su noi stessi, della quale, in un certo momento della vita, si comincia a sentire disperatamente il bisogno.

La pausa di riflessione deve avere delle regole: fissatele insieme prima di iniziare questo periodo
La pausa di riflessione deve avere delle regole: fissatele insieme prima di iniziare questo periodo

Come vivere la pausa di riflessione in maniera ‘profittuosa’ per la coppia per poi, una volta risolta la crisi, rendere felice la propria moglie? Innanzitutto, la premessa ideale (ma raramente ciò succede) è che questa decisione venga presa di comune accordo, così da non alimentare paure e livori nel partner che ‘subisce’ la pausa di riflessione. Diventa importante, poi, discutere col proprio partner anche le modalità con le quali essa viene affrontata: questioni come la durata, l’assenza totale o meno di contatti con l’altro, e soprattutto la libertà (o meno) di frequentare altre persone in questa fase.

Quest’ultimo punto è molto importante, e il nostro consiglio è quello di prendere una decisione ‘privativa’, cioè di non frequentare nessuno. Questo perché, nel momento in cui si prende la pausa di riflessione, si sta affrontando una fase della vita molto complicata, e le sensazioni che possono riguardare un eventuale nuovo partner vengono per forza di cose amplificate, non aiutandoci così a prendere la decisione giusta per noi stessi e per la coppia.

Finito questo momento di riflessione, è fondamentale una fase di confronto, in cui ci si racconta per filo e per segno come è stata vissuta questa fase, e finalmente di prendere la tanto complessa decisione: rimanere insieme o lasciarsi? Insomma, se la pausa di riflessione viene presa nel modo giusto, questa può decisamente aiutare la coppia a capire se ha o meno un futuro insieme.

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