Congedo di paternità: a chi spetta e come richiederlo

Congedo di paternità, come e quando richiederlo? Ecco ciò che vi sarà necessario sapere nel caso siate padri lavoratori, ed intendiate richiedere il congedo di paternità

Congedo di paternità: a chi spetta e come richiederlo

Il congedo di paternità (noto anche, sebbene in una sua accezione errata, come permesso di paternità) consiste nella possibilità per un uomo di astenersi dagli incarichi lavorativi in seguito alla nascita di un figlio, per tutta la durata prevista dall’analoga controparte femminile consistente nel congedo di maternità; o in alternativa, per la durata residua di quest’ultimo in alcuni casi particolari.

Dall’entrata in vigore della riforma Fornero, i lavoratori padri possono richiedere 3 giorni consecutivi di congedo dal lavoro entro i primi 5 mesi di vita del bambino, senza possibilità di incorrere in una decurtazione dello stipendio. Questo in funzione di raggiungere una maggiore condivisione dei compiti tra padre e madre per quel che concerne l’accudimento della prole.

Inoltre, il Decreto legislativo 80/2015 (integrato tra i quattro provvedimenti entrati in vigore con il Jobs act) sancisce che il lavoratore padre abbia diritto di richiedere il congedo di paternità anche qualora la madre sia una lavoratrice autonoma.

Ma in cosa consiste di preciso questo diritto? Si tratta della possibilità di ottenere un periodo di astensione dal lavoro per il padre nei casi di morte o grave infermità della madre, così come nei casi di abbandono materno o affido esclusivo all’uomo. Qualora la madre avesse già usufruito del congedo di maternità ma si fossero successivamente verificate le condizioni per richiedere un congedo di paternità, il padre lavoratore avrà diritto ad un numero di giorni di congedo pari a quelli residui e non utilizzati previsti dal congedo di maternità della madre.

Congedo di paternità: a chi spetta e come richiederlo

Congedo di paternità: ecco come richiederlo

Qualsiasi lavoratore dipendente (compresi coloro che svolgono una qualsiasi mansione regolare all’interno della pubblica amministrazione) può richiedere il congedo di paternità. Tra le categorie di padri lavoratori che hanno diritto a questo congedo figurano anche dipendenti di privati, lavoratori parasubordinati e lavoratori con un contratto di apprendistato, nonché soci di società cooperative. Il congedo di paternità si suddivide in obbligatorio (consistente in un giorno) e facoltativo (della durata di due giorni, per tre giorni complessivi); durante questo periodo, la retribuzione verrà garantita dal datore di lavoro, e successivamente conguagliata dall’INPS (salvo nei casi per i quali sia previsto il pagamento diretto).

Per ottenere un congedo di paternità è necessario fare previa comunicazione della propria volontà di avvalersi di questo diritto al proprio datore di lavoro, in forma scritta, con un preavviso minimo di 15 giorni. All’interno della richiesta, dovranno inoltre essere specificate le date previste per il suddetto congedo (facendo riferimento alla data presunta del parto). Una volta fatto ciò, sarà compito del datore di lavoro fare comunicazione agli uffici INPS delle giornate di congedo preventivate mediante il flusso UNIEMENS.

Congedo di paternità: a chi spetta e come richiederlo

Nel caso in cui, nella specifica richiesta, il padre lavoratore intenda fruire del congedo facoltativo, sarà necessario allegare alla richiesta in questione una dichiarazione nella quale si affermerà che la madre non ne avrà usufruito (per un numero di giorni equivalente). Affinché tutto sia in regola, anche il datore di lavoro della madre dovrà ricevere una copia della medesima attestazione. In ultima, nei casi in cui il congedo di paternità debba essere pagato direttamente dall’INPS, è obbligatorio inoltrare la domanda per via telematica ai canali di trasmissione WEB, Contact Center integrato e Patronati.

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