La pasta fa ingrassare? Ecco cosa dicono gli esperti

"La pasta fa ingrassare" è il mantra ripetuto da un gran numero di dietologi, che si concentrano solo sulla presenza di carboidrati. La realtà, però, è ben più complessa e sembra sia utile addirittura per dimagrire

La pasta fa ingrassare? Ecco cosa dicono gli esperti

Quante volte abbiamo sentito dire che la pasta fa ingrassare? Decisamente tante, a pensarci un po’! Eserciti di dietologi ci hanno sempre raccontato che il consumo quotidiano di pasta ha sempre portato ad un sovrappeso causato principalmente dai carboidrati, che vengono considerati l’elemento ‘principe’ di cui la pasta è composta.

La regina incontrastata della dieta mediterranea è idolatrata praticamente in ogni parte del mondo, ma al coro unanime di coloro i quali ne ammirano la bontà, si unisce quasi sempre il corollario: “però fa ingrassare”. E se vi dicessimo che in realtà non è così, e che addirittura esiste una consigliatissima dieta della pasta?

Può sembrare strano, infatti, sovvertire una idea che è nata e si è sviluppata quasi di pari passo con la diffusione della pasta nel mondo, ma in realtà a dirlo non siamo noi, quanto diversi dietologi che, analizzando i pro e i contro, hanno teorizzato una nuova idea: la pasta non fa ingrassare!

Certo, un piatto di pasta dà un apporto energetico consistente, fornendo mediamente tra le 350 e le 400 kcal (per quelli che abbondano, anche qualcosina in più!), ma attenzione: è la quantità che è importante, non l’alimento in sé!

La pasta fa ingrassare? Ecco cosa dicono gli esperti

Non è un caso, infatti, che la pasta venga spesso associata a diete ipocaloriche. Un controsenso? No, perché la pasta fornisce un grande senso di sazietà e al contempo fornisce l’energia utile per affrontare al meglio la giornata. In termini medici, il senso di sazietà è dovuto alla presenza dell’amido il quale, una volta digerito, viene assorbito come glucosio e ‘inviato’ alle cellule: un procedimento che, richiedendo molto tempo, tiene a bada la fame per un bel po’!

Inoltre, l’assorbimento del glucosio porta ad una maggiore efficienza del proprio organismo e, fatto da non sottovalutare, stimola la produzione della serotonina, l’ormone della gioia! Altro punto a favore è il fatto che la pasta è facilmente digeribile, ed è quindi particolarmente consigliata per coloro i quali svolgono attività sportive ed hanno necessità di non avere il cibo sullo stomaco per troppo tempo, pur avendo le energie necessarie per poter fare attività fisica!

Chi consuma pasta regolarmente, inoltre, ha meno possibilità di contrarre l’Alzheimer e altre patologie simili, come la demenza senile: secondo alcuni studiosi, chi si alimenta seguendo una dieta mediterranea (di cui, come detto, la pasta è la vera regina!) ha circa il 40% di probabilità in meno di contrarre queste malattie senili. La pasta è anche preziosa fonte di fibre, che contribuiscono a ridurre i rischi di alcune forme tumorali e di alcuni disturbi cardiovascolari.

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Partiamo subito col dire che non tutte le paste sono uguali, ma dipendono dal tipo di lavorazione che subiscono: con ogni passaggio, la pasta può guadagnare o perdere le sue qualità organolettiche. Il miglior tipo di pasta è senza dubbio quella di grano duro, e un altro elemento importante riguarda il suo contenuto in glutine: la pasta non è una semplice fonte di carboidrati, ma anche di proteine, e il glutine garantisce una minore perdita di amido (e di conseguenza dei valori nutrizionali) nell’acqua di bollitura.

E’ vero che la pasta fornisce carboidrati, e che questi abbiano un grande apporto calorico, ma non dimentichiamoci che sono proprio i carboidrati i più importanti tra i macronutrienti: considerate che, di norma, oltre il 50% delle calorie totali di una dieta dovrebbe provenire da carboidrati. Ma nella pasta i carboidrati vengono smaltiti più rapidamente dall’organismo rispetto ad altri lipidi, e le sue calorie vengono disperse più facilmente sotto forma di calore piuttosto che accumulate, come sostengono molti dietologi.

Tra l’altro, nemmeno tutti i carboidrati sono uguali: quelli dei dolci sono nocivi, perché più facilmente accumulabili, mentre quelli come l’amido (il principale, nella pasta) sono i migliori, perché a basso indice glicemico. In special modo, è ancor meglio quando ad essi sono associate un buon numero di fibre alimentari che, con l’azione dell’amido, favorisce la crescita di una benefica flora microbica. Alcune paste ad alto contenuto di fibre (e a basso indice glicemico), rallentano inoltre l’assorbimento dei carboidrati, apportando un maggiore e più duraturo senso di sazietà.

Per una miglior digeribilità è da preferire la pasta al dente rispetto a quella scotta, così come una pasta lunga rispetto alla classica ‘pastina’. Il motivo? Sia con una pasta al dente che con una lunga siamo costretti a masticare di più, e con la saliva rilasciamo un enzima chiamato ptialina, che facilita la digestione degli amidi della pasta. Ancora convinti che la pasta fa ingrassare?