Sindrome premestruale maschile: anche gli uomini hanno il ciclo. Ecco i sintomi

Secondo ricercatori britannici, una buona percentuale della popolazione maschile soffre della sindrome premestruale maschile. I suoi sintomi sono a paragonabili a tutti gli effetti a quelli della controparte femminile in "certi periodi del mese". Scopriamo di che si tratta

Sindrome premestruale maschile: anche gli uomini hanno il ciclo. Ecco i sintomi

Avete mai sentito parlare di sindrome premestruale maschile? Secondo recenti studi, anche gli uomini soffrirebbero di un improvviso squilibrio ormonale periodico, paragonabile per certi aspetti alla sindrome premestruale femminile. Il nome attribuitole in lingua inglese è “Irritable Male Syndrome” (IMS), la quale consiste in repentini sbalzi di umore, una sensibilità accentuata, ansia, malessere diffuso e irascibilità.

Pur non potendo – ovviamente – trattarsi delle avvisaglie del ciclo mestruale, inoltre, pare che in alcuni periodi del mese anche gli uomini si sentano più stanchi del solito, siano maggiormente emotivi e che il loro appetito aumenti. Stando a quanto è emerso in un sondaggio condotto in Gran Bretagna dal sito Vouchcloud.com, a cui ha partecipato un campione di oltre 2000 persone, il 26% degli uomini intervistati ha ammesso la possibilità di sentire i sintomi della “Irritable Male Syndrome” con una cadenza mensile.

Secondo i dati raccolti dallo stesso sito, inoltre, una percentuale ragguardevole di uomini conferma i sintomi proposti dalla comunità scientifica: ben il 56% infatti sostiene di sentirsi più irritabile in alcuni periodi del mese, il 51% accusa un aumento insolito di stanchezza e spossatezza, il 47% ha detto di sentire un aumento dell’appetito e il 43% rileva un insolito aumento dell’emotività e della sensibilità.

Mal di testa: uno dei sintomi della sindrome premestruale maschile

Cosa ne pensano le donne della Sindrome Premestruale Maschile

Se gli uomini sembrano confermare i recenti studi condotti dai ricercatori britannici, il 33% delle donne intervistate nello stesso sondaggio si è detta invece scettica al riguardo, non credendo affatto all’esistenza della sindrome premestruale maschile. Per contro una percentuale abbastanza elevata, il 43% delle donne coinvolte nel sondaggio, ammette che nel periodo in cui anche gli uomini hanno squilibri ormonali, si trovano a dover affrontare a fianco del proprio partner i sintomi della sindrome premestruale maschile.

L’ipotesi dell’esistenza effettiva della sindrome premestruale maschile non viene solo confermata da questo sondaggio: anche alcuni membri della comunità scientifica e della comunità medica sembrano orientati a ribadire che anche gli uomini avrebbero una sorta di “ciclo maschile”. Questo disturbo sarebbe dovuto a cambiamenti biochimici interni, alle fluttuazioni ormonali (basti pensare alle fluttuazioni dei livelli di testosterone, che, soprattutto nei giovani, possono variare molte volte anche nel corso della stessa giornata) e ai vari livelli di stress che accentuano gli effetti di questi scompensi ormonali.

Uomo stressato con la sindrome premestruale maschile

Jed Diamond, uno dei principali sostenitori dell’esistenza della sindrome premestruale maschile e autore del libro “The Irritable Male Syndrome”, sembra essere convinto della possibilità che gli stessi indicatori e sintomi della sindrome premestruale femminile siano riscontrabili anche per quanto riguarda il sesso maschile, nonostante la maggior parte degli uomini pare non ne siano affatto consapevoli e che agiscano di conseguenza in maniera inconscia.

Questa mancanza di informazioni disponibili è dovuta a causa del fatto che finora non sono state condotte adeguate ricerche e studi in merito a questo fenomeno legato al mondo maschile, visto che gli stessi uomini spesso rifiutano di credere in un’associazione tra i sintomi descritti e gli squilibri ormonali. Infine ulteriori studi condotti al riguardo, evidenziano l’elevata incisività dei bioritmi sull’umore, sul comportamento e sugli atteggiamenti degli uomini durante alcuni periodi del mese.

Possiamo quindi dire che, accettando l’esistenza della sindrome premestruale maschile, abbiamo compiuto un ulteriore passo verso la parità dei sessi.