Alcuni semplici consigli su come scegliere un fuzz

Per ogni chitarrista, la scelta del suono è un punto chiave, ma molti confondono l'infatuazione con l'effettiva esigenza. I fuzz, pedali che sono molto diffusi nel rock (ma non solo), sono fra i più difficili da scegliere, perché sono molto invadenti!

Alcuni semplici consigli su come scegliere un fuzz

Fuzz e “distorsore” vengono sovente confusi, ma cerchiamo di capire come funzionano. Un “distorsore” (es. il DS1 della Boss) è una categoria di effetti all’interno della quale troviamo anche i fuzz, sebbene il principio di funzionamento sia differente. 

Bene: tutti i distorsori, compresi quelli più selvaggi, come l’Angry Beard, funzionano con lo stesso principio: amplificazione e tosatura a giunzione. Cosa significa? Semplicemente c’è uno stadio che amplifica parecchio, ed un sistema a diodi o transistor che si limita a tagliare il segnale sopra una certa intensità, “squadrandolo”.

Come funziona un fuzz 

Il fuzz, invece, parte da un principio differente, perché usa sempre e invariabilmente una struttura in cui ci sono due transistor, uno che viene polarizzato più o meno normalmente, a seconda dello schema, e il secondo in base che riceve la corrente di emettitore o di collettore del primo. In pratica, quello che si ha è che il fuzz non squadra il segnale: anzi, a livello grafico fa tutt’altro, trasformando completamente il suono che diventa a volte strozzato ed ingestibile. 

Quando scegliere un fuzz

Per scegliere un fuzz, quindi, si deve capire che tipo di suono vogliamo: intermittente, sporcatissimo, molto distorto, e aggressivo. Col fuzz non si fanno molto bene i virtuosismi super veloci, perché è un effetto che non si presta a questo approccio, in quanto sporca molto ed è poco definito. Il fuzz si sceglie per i soli anni ’70 (per quel che significa) e per ritmiche mid tempo o lente, a meno che non si desideri proprio fare chiasso

Come scegliere un fuzz

Ci sono due grandi tecnologie dietro al fuzz: silicio e germanio. Col silicio i suoni sono duri e spigolosi, molto più definiti che col germanio, e non c’è un effetto di eccessivo appiattimento. Col germanio, invece, si hanno molti bassi aggressivi, molta compressione e moltissimo rumore di fondo ( quello che sembra il mare, non il ronzio). I fuzz, poi, spesso hanno un range di gain che va da appena sporco a ricco di suoni inattesi: quindi, prima di fare una scelta, è bene pensare che cosa vogliamo farci (rock anni ’60 o doom?).

A chi rivolgersi 

Il fuzz è di solito un pedale semplicissimo da costruire, ma difficile da progettare: per provare vi conviene non fidarvi dei demo su YouTube, ma contattare un amico per farvene fare uno di prova, per sperimentare. Io ne ho fabbricati a decine: in media il circuito costa meno di un euro, escludendo potenziometri, e tutto il resto. Quindi, in realtà, con due spiccioli si riescono ad avere ottimi fuzz artigianali! 

Marco Barsanti

Cosa ne pensa l'autore

Marco Barsanti - Il fuzz è molto diffuso, al momento, ma spesso chi ne sceglie uno lo fa per moda e si ritrova in mano un pedale che non riesce ad usare, per il semplice fatto che, messo dentro una band, con gli altri strumenti, tende ad invadere parecchio e a diventare abbastanza noioso. Attenzione che i fuzz portano spesso a voler cambiare di continuo pedale, man mano che si incontrano i suoi limiti.

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