Come forzare l’aggiornamento al Windows 10 May Update 2019: metodi a confronto

Come spesso avviene al rilascio di un aggiornamento significativo per Windows, non tutti seguiranno il consiglio di attendere che emergano i bug più seri del nuovo arrivato: i più impazienti potranno contare su 3 strade per forzare l'arrivo del May Update 2019

Come forzare l’aggiornamento al Windows 10 May Update 2019: metodi a confronto

Da poco più di una settimana è stato ufficializzato il rilascio di Windows 10 May Update 2019, il muovo feature update del sistema operativo dedicato da Microsoft ai computer, ai notebook, agli all-in-one, ed agli ibridi/convertibili (come noto, Windows Mobile è praticamente defunto). Grazie a quest’aggiornamento, tutto gli utenti, anche quelli Home, disporranno di un maggiore controllo sulla possibilità di installare o meno le patch o le nuove funzionalità, visto che anche i detentori di una licenza Home potranno sospendere gli aggiornamenti per 35 giorni (in 5 tranche da 7 giorni cadauna). 

Windows 10 May Update 2019, però, non è stato rilasciato allo stesso tempo per tutti, ma sottoposto a un roll-out graduale, a scaglioni, in modo da poter registrare (ed esporre, mediante l’apposita dashboard online presente su docs.microsoft.com/it-it/windows/release-information/status-windows-10-1903) i problemi eventualmente riscontrati (es. incompatibilità con i driver di alcune componenti). 

Man mano che ci si avvicinerà al termine del supporto per le vecchie versioni di Windows (con piccole differenze tra le edizioni Home, Pro, Pro for Workstation, Education, IoT Core/Enterprise, etc), Microsoft provvederà ad aggiornare automaticamente il terminale al nuovo feature update di cui sopra ma, ovviamente, può comunque capitare che vi sia l’impazienza di provarlo il prima possibile, sì da apprezzarne le funzionalità.

Per tale motivo, è possibile forzare l’aggiornamento al May Update 2019 di Windows. Il modo più semplice consiste nel vedere se, sotto la voce “Feature Update di Windows 10” delle impostazioni di Windows (sezione “aggiornamento e sicurezza”), sia comparsa la dicitura “Scarica e Installa Ora: in caso affermativo, basta cliccarvi sopra, e procedere con l’installazione, sotto forma di aggiornamento, con conseguente mantenimento dei propri file, app, e programmi. Diversamente, non essendo beneficiati da questo passo rapido, si può ricorrere ad altri due strumenti.

Il primo è quello di portare il browser alla pagina webScarica Windows 10” (all’indirizzo microsoft.com/it-it/software-download/windows10) e, quivi giunti, scaricare lo strumento “Aggiorna Ora che, mandato in esecuzione, si occuperà di aggiornare il computer, nel caso sia compatibile, con qualche riavvio di tanto in tanto. 

L’extrema ratio cui ricorrere per forzare l’installazione del nuovo Windows 10 May Update 2019 (build 1903) consta nell’utilizzare l’altro strumento di assistenza all’aggiornamento presente nella pagina Microsoft menzionata, denominato “Scarica ora lo strumento“. Quest’ultimo consente sia di aggiornare il sistema, mantenendo i propri file e programmi, che di fungere da mediacreation tool, scaricando l’ISO del nuovo Windows 10, in modo da stoccarlo in locale (per un successivo uso, o un utilizzo istantaneo tramite un gestore virtuale di CD/DVD del calibro di Daemon Tools), o da masterizzarlo su disco ottico o su una pennetta USB (con conseguente reimpostazione del boot, per settare l’avvio appunto dal combo ottico CD/DVD, o da periferiche USB). 

Da segnalare che Windows, dall’edizione May Update 2019, si arroga la gestione esclusiva di 7 GB di spazio, tenuti da parte per favorire gli aggiornamenti, ed evitare – alla fine – un blocco degli stessi dettato dalla mancanza di spazio libero sufficiente

Fabrizio Ferrara

Cosa ne pensa l'autore

Fabrizio Ferrara - Apprezzo molto le nuove funzionalità del May Update 2019 (ebbene sì, non ho resistito) e, quindi, consiglio di installare con tranquillità il nuovo feature update in quanto le incompatibilità ed i bug emersi sono davvero pochi, a fronte di vantaggi decisamente notevoli. Certo, è sempre meglio effettuare un backup dei dati, in modo da poter tornare indietro qualora qualcosa non andasse bene: posso capire la scelta di serbare la gestione di 7 GB di spazio per utili finalità, ma i possessori di un ultrabook cinese (ed Chuwi o Teclast, spesso venduti con poco hard disk) non credo che gradiranno la cosa in egual modo.

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