La gravidanza maschile: ecco come l’uomo si prepara alla paternità

La gravidanza maschile è un disturbo teorizzato già negli anni '60, che porta l'uomo ad avere gran parte dei sintomi della gravidanza della propria compagna. Ecco tutto quello che dovete sapere sulla Sindrome della Couvade

La gravidanza maschile: ecco come l’uomo si prepara alla paternità

Sgombriamo il campo da equivoci: la gravidanza maschile esiste, ed è testimoniata dalla scienza. Non si tratta, ovviamente, di una vera e propria gravidanza (anche se tra 10 anni l’uomo incinto non sarà più un’utopia!), ma gran parte dei sintomi che ha la donna durante la sua gravidanza sembrano essere presenti anche nell’uomo. Incredibile ma vero, vi stiamo raccontando la verità!

Anche se resa maggiormente indipendente ed emancipata, ancora oggi la donna viene sostenuta durante il periodo della gestazione da familiari e amici, per affrontare un momento che, al di là dei lati positivi derivanti dalla coscienza di star per diventare madre, ha anche delle conseguenze fisiche pesanti da affrontare.

Sempre più spesso sono i padri, che con gli anni hanno perso il loro ruolo distaccato ed austero nei confronti dei figli, ad avere più a che fare con la donna durante la sua gravidanza. E sembra che sia proprio questa vicinanza a portare l’uomo ad avere reazioni quantomeno bizzarre da un punto di vista fisico, molto simili a quelle delle donne in periodo di gestazione: mal di reni, aumento di peso, sbalzi d’umore e veri e propri mal di pancia sono solo alcuni dei sintomi che anche i papà provano durante la gravidanza della compagna. In alcuni casi, i più estremi, l’uomo può addirittura arrivare ad avere dolori simili alle doglie, una volta che si avvicina il nono mese!

La gravidanza maschile: ecco come l'uomo si prepara alla paternità

Gravidanza maschile: anche l’uomo ha i suoi 9 mesi di gestazione

Qual è la causa di tutto ciò? Probabilmente, il fatto di immedesimarsi nel ruolo della compagna, condividendone le gioie e anche i dolori, gli stati d’animo e gli stati d’ansia, in una maniera talmente forte da far sì che il proprio fisico dia le stesse risposta che dà, appunto, ad una donna incinta.

Questo disturbo (perché, secondo la cinica medicina, di disturbo si tratta) è stato scoperto nel 1965 ed ha ‘nome e cognome’: si chiama Sindrome della Couvade, e fu teorizzato per la prima volta dallo psichiatra inglese Trethowan, che allargò la possibilità di avere gli stessi sintomi della donna incinta non solo al compagno (anzi marito, visti i tempi in cui il suo saggio fu pubblicato!), ma anche a coloro i quali le stavano vicino durante i 9 mesi di gestazione, anche se non erano legati da vincoli parentali, ma erano semplici amici.

In realtà, il fatto che questo disturbo sia stato teorizzato soltanto nel 1965 ha solo parzialmente una spiegazione casuale. Non è del tutto azzardato teorizzare, cioè, che questo disturbo sia nato con il cambiare della società, e con il mutamento del ruolo del padre all’interno della famiglia. Come abbiamo accennato prima, infatti, in precedenza il padre assurgeva ad un ruolo ‘economico-disciplinare’, con scarso legame affettivo (o meglio, difficilmente lo manifestava): il ‘padre padrone’, pater familias o, più semplicemente, un padre austero che preferiva accudire i propri figli assicurandogli un futuro economico ed una educazione consona, lasciando del tutto o in parte la sfera affettiva alla madre, donna, e quindi più incline al manifestarsi dei propri sentimenti nei confronti della prole.

La gravidanza maschile: ecco come l'uomo si prepara alla paternità

Questa visione, che per tanti secoli ha retto il concetto stesso di famiglia, oggi è stata ovviamente superata. E’ mutata la società, e con essa è mutato anche il ruolo del padre (meno austero e più incline al contatto affettivo di tipo fisico) e della madre (importante come sempre, ma sempre meno ‘casalinga’ e più indipendente). Di questo mutamento, sembra che il padre abbia colto l’essenza in maniera profonda e, in alcuni soggetti, addirittura malsana, facendo sì che il proprio fisico avesse le stesse esigenze e gli stessi sintomi di una donna incinta. Di fatto, oggi l’uomo ha maggiore consapevolezza nel fatto che il ruolo del padre non è soltanto un ruolo che deve assicurare la sussistenza al proprio figlio, che anzi ha bisogno di continue attenzioni e di affetto anche da parte del proprio genitore maschio.

Ma questo disturbo, molto simile a quello della cosiddetta sindrome premestruale maschile, non è soltanto dovuto a fatti che, in fin dei conti, possono essere considerati positivi. La Sindrome della Couvade (la cui esistenza è stata recentemente confermata anche da uno studio neozelandese) può essere infatti anche causata da una specie di invidia nei confronti della donna, e della sua capacità biologica di generare nuova vita, fatto che genera nell’uomo una sorta di senso di frustrazione nel non poter fare altrettanto.

Un altro dei risvolti negativi (all’apparenza, tra poco spieghiamo il perché) può essere che a causare questo disturbo sia l’eccessiva ansia per un ruolo di paternità a cui non si è ancora del tutto pronti: spesso, questo è dovuto al fatto che è la donna ad avere un ruolo nettamente predominante all’interno della coppia. Tale disturbo nasce nei primi tre mesi di gestazione e, di norma, scompare dopo il parto: è qui che l’ansia si trasforma in amore viscerale per il proprio figlio. In fondo, non è poi una cosa così negativa, non credete?