Fuga in massa da WhatsApp: ecco verso quali alternative

Il recente annuncio delle regole per la privacy per l'app di instant messaging WhatsApp, una delle più utilizzate al mondo, non è piaciuta a molti, che hanno iniziato a cercare alternative meno invadenti. Vediamo quali sono le migliori.

Fuga in massa da WhatsApp: ecco verso quali alternative

Qualche anno fa c’era stata una grande migrazione da Messenger verso WhatsApp, perché sembrava un’applicazione più stabile e soprattutto perché si poteva tranquillamente utilizzare sui cellulari. Però dopo l’acquisizione da parte di Facebook le cose sono mutate e il 15 Maggio alcune regole cambieranno, in particolare quella sulla condivisione dei dati.

La manovra di Zuckerberg non è piaciuta a molti e si è scatenato un po’ di panico, che si è risolto nella ricerca di alternative valide dal punto di vista della portabilità ma soprattutto della privacy. Non è ben chiaro se si tratti di un falso problema, come le fake news che giravano sull’attivazione dei costi di gestione, ma resta il fatto che chi può ha iniziato a guardarsi intorno. Vediamo quindi le applicazioni più interessanti in alternativa a WhatsApp. 

Un po’ perché è stata scelta da Elon Musk e un po’ perché effettivamente è una buona applicazione, sono in tanti quelli che hanno scelto di passare a Signal, perché la crittografia dei dati è particolarmente sicura ed affidabile e soprattutto non è possibile intercettare i messaggi. Un altro vantaggio è che il numero di cellulare e il profilo non sono collegati

Nel caso di Session, si tratta di un’applicazione poco nota in Italia, dove la privacy è al top, perché non memorizza informazioni relative a indirizzo IP, telefono, email o qualsiasi altro dato collegato a voi. In pratica il sistema di criptazione è talmente avanzato da rendere impossibile anche ai suoi amministratori di scoprire chi effettivamente sta usando la funzione messaggi o le altre. Il grosso problema è che gli utenti non sono tanti ed è piuttosto complicato riuscire a fare network. 

Telegram è il grande avversario di WhatsApp, pronto a raggiungere il miliardo di utenti nel 2022, ma soprattutto protetto con una crittografia potentissima e con la possibilità di creare anche chat che si autodistruggono poco dopo l’uso. Il suo CEO assicura che i dati su Telegram sono assolutamente al sicuro, anche se di recente è stata annunciata la possibilità per i canali commerciali di ricevere sponsorizzazioni, che potrebbero in parte limitare quello che in questo momento risulta essere praticamente il far west delle comunicazioni segrete.

Wire, poco nota, impiega un sistema di crittografia end-to-end molto avanzato che consente anche di sincronizzare le chat protette. Ogni messaggio non può abbandonare i dispositivi degli utenti e consente la comunicazione per numeri limitati di persone in contemporanea, come chat di gruppo o videochat. Attualmente però visto che i suoi server dalla Svizzera sono passati agli Stati Uniti, per alcuni ha smesso di essere considerata un’applicazione sicura al 100%.

Marco Barsanti

Cosa ne pensa l'autore

Marco Barsanti - Sebbene le mie chat di WhatsApp siano piene di linguaggio scurrile e slang vari ed assortiti, da un pezzo ho attivato un account su Telegram, perché, sinceramente, preferirei pagare un abbonamento ed essere tutelato, piuttosto che ritrovarmi anche qua al tormento di Facebook e dei suoi add che stanno diventando molto poco utili e molto fastidiosi. I segreti non li gestisco di certo in chat, ma, provenendo io da Myspace, ho Facebook solo per gestire pagine e contatti "di lavoro". Per me, WhatsApp può anche chiudere: mi sposterò e, se non ci saranno posti sicuri, chiuderò le comunicazioni. Sinceramente è una tiritera che mi ha stancato.

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