Scegliere tra delay analogico e delay digitale

Il delay è un effetto indispensabile per molti musicisti, ma quasi tutti non hanno le idee chiare sulle due grandi categorie: analogico e digitale. Cercherò di fare chiarezza, sfatare dei miti e dare consigli semplici per chi deve scegliere!

Scegliere tra delay analogico e delay digitale

Innanzitutto chiariamo il fatto che è sostanzialmente sbagliato parlare di delay analogico o digitale, perché la funzione di ritardo del segnale viene in ogni caso implementata utilizzando un circuito digitale. Quello che di fatto cambia però è il concetto di fondo. L’unico vero delay completamente analogico è il nastro, ma l’uso delle bobine è estremamente limitato a causa dei molti problemi legati all’usura, perché molto semplicemente si smagnetizzano e si strappano.

Esistono tecnologie digitali che hanno due approcci piuttosto differenti: nel caso di quello che viene comunemente chiamato delay analogico, anche se la notazione è del tutto impropria, il segnale che viene campionato viene fatto passare attraverso un circuito digitale particolare, che ha un tempo di percorrenza lungo e quindi determina il ritardo sul segnale trasmesso; il delay che invece viene chiamato digitale registra per un certo tempo il segnale, dopodiché lo ritrasmette alla linea.

Caratteristiche, controlli e funzioni avanzate dei delay

Detta così è molto complessa, ma dal punto di vista acustico si può dire che il delay analogico è più morbido rispetto a quello digitale, che è molto più freddo. Questa differenza di soluzioni però determina anche un approccio diverso all’effetto, perché il delay analogico tende ad essere più “circolante” ed è soggetto ad un forte rumore di fondo rispetto alla soluzione più puramente digitale, che di conseguenza risulta essere molto più pulita e facile da gestire. I due tipi di delay hanno campi di utilizzo piuttosto differenti, ma questa rimane una questione legata al gusto personale dell’esecutore e quindi non si può delineare una linea di demarcazione obiettiva.

Un delay ha come controllo di base il tempo (espresso in millisecondi), che determina quanto sarà distante nel tempo l’inizio della riproduzione del segnale ritardato. Il mix è un altro parametro che indica a che volume sarà la ripetizione rispetto al segnale diretto. Feedback, invece, indica la percentuale del mix che sarà poi fatta di nuovo circolare. Alcuni delay, digitali di solito, hanno anche un controllo detto “trails“, che indica fino a che punto le vecchie registrazioni dovranno essere reinserite nel ciclo.

Un delay spesso è dotato di una funzone detta “Tap Tempo, che permette si selzionare il tempo delle ripetizioni battendolo semplicemente con un piede sul pedale, ottenendo così un risultato più naturale rispetto alla selezione a mano, che a volte risulta essere poco affidabile.

Marco Barsanti

Cosa ne pensa l'autore

Marco Barsanti - Per quanto mi riguarda, io utilizzo un delay analogico che mi sono costruito perché, sebbene sia meno accurato di uno squisitamente digitale, è per me più comodo da usare, poiché posso sfruttare le lunghe code di segnale che rimangono, cosa che con il mio vecchio delay digitale mi era assolutamente impossibile fare, perché sentivo sempre l'effetto della troncatura, che mi risultava particolarmente fastidioso. In generale io tendo a consigliare delay analogici per i musicisti più sanguigni e digitali per quelli più formali.

Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!