Colesterolo bassissimo: cause e quando c’è da preoccuparsi

Il colesterolo bassissimo può essere un problema: ecco ciò che dovete sapere su questa molecola e cosa fare in caso di carenza.

Colesterolo bassissimo: cause e quando c’è da preoccuparsi

Sempre più persone si stanno finalmente rendendo conto che con la grande distribuzione organizzata abbiamo sacrificato molto di quei principi che dovrebbero essere le fondamenta di una dieta bilanciata ed equilibrata, aprendo finalmente gli occhi sull’attuale situazione dei Paesi industrializzati. Certo poi c’è anche chi effettivamente esagera, ritrovandosi a dover avere a che fare con problemi come il colesterolo bassissimo.

L’alimentazione è una tematica sempre più discussa negli ultimi anni, visto il grande risalto che le questioni riguardanti il benessere stanno riscuotendo rispetto al passato. Molti punti all’ordine del giorno trattati durante le conversazioni quotidiane riguardano infatti problematiche relative alla salute e, più nello specifico, alle abitudini alimentari.

Mangiare sano è una questione molto più complicata che introdurre il corretto quantitativo di grassi, carboidrati e proteine ricordandosi, magari, di mangiare un frutto o uno yogurt a merenda ed un po’ di verdura: è necessario tenere conto di una miriade straordinaria di fattori imprescindibili, tra i quali figura inevitabilmente l’equilibrio del nostro organismo che non può prescindere da determinate sostanze nutritive. Tra queste va annoverato anche il colesterolo, che non è esattamente il terrificante “demone” che molte persone ritengono di dover affrontare.

Rispettare il giusto equilibrio di tutti i nutrienti è necessario per poter parlare di dieta salutare.
Rispettare il giusto equilibrio di tutti i nutrienti è necessario per poter parlare di dieta salutare.

Cosa si intende per colesterolo bassissimo

Una delle peggiori trappole nelle quali si possa incorrere quando si cerca di garantire al proprio corpo un’alimentazione corretta, è quella di dividere gli alimenti in “buoni” e “cattivi”. Il problema alla base di questa concezione dicotomica risiede nel fatto che l’organismo umano per funzionare al meglio ha bisogno di un gran numero di elementi che comprendono sostanze comunemente percepite come dannose; e che in effetti lo sono, a determinati presupposti.

D’altronde come insegnava il celeberrimo medico ed alchimista rinascimentale Philippus Theophrastus Bombast von Hohenheim, passato alla storia semplicemente con lo pesudonimo di Paracelsus (o Paracelso): “E’ la dose che fa il veleno“. Si tratta di un concetto molto importante da tenere a mente, poiché una buona alimentazione non si basa solamente sulla qualità delle sostanze nutritive ma anche – se non soprattutto – sulla loro quantità.

Effetti sull’organismo

Tutti noi sappiamo che il colesterolo altissimo possa rappresentare un problema di straordinaria importanza, pertanto sia opportuno evitare di mantenere condotte alimentari che possano portarci a sviluppare una condizione di ipercolesterolemia. Ciò che è meno risaputo è che anche il colesterolo bassissimo può favorire l’insorgenza di condizioni patologiche eccezionalmente gravi.

Il colesterolo è un componente fondamentale delle membrane cellulari animali nonché un precursore degli acidi biliari, responsabili della digestione e dell’assorbimento dei grassi. L’ipocolesterolemia dunque non solo danneggia le membrane delle nostre cellule, ma impedisce anche al nostro organismo di assimilare correttamente i lipidi. Se consideriamo che questi dovrebbero comprendere circa il 30% della “torta” alimentare del nostro fabbisogno calorico quotidiano, risulta alquanto semplice comprendere quale danno per la salute comporti l’avere il colesterolo basso.

Anche la vitamina D deriva dal colesterolo, il quale viene utilizzato inoltre da ghiandole surrenali, ovaie e testicoli per la produzione di ormoni come progesterone, estrogeni, androgeni e ormoni corticosurrenali. Sebbene gli studi riguardanti i problemi derivanti dall’ipocolesterolemia siano ancora pochi se rapportati a quelli incentrati sui danni dell’ipercolesterolemia, cionondimeno è stato evidenziato che bassi livelli di colesterolo siano associati ad un forte aumento della mortalità per casi di tumore, patologie respiratorie ed alla depressione.

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Il colesterolo è anche un precursore della vitamina D.

Colesterolo bassissimo: cause

Ora che ci siamo fatti un’idea sui problemi che possano derivare dall’avere una concentrazione di colesterolo troppo scarsa nel sangue, andiamo ad indagare brevemente le cause che possono portare a questa condizione. I normali livelli di colesterolemia in una persona sana dovrebbero attestarsi (indicativamente a seconda dell’età, del sesso e delle abitudini di vita del soggetto in questione) tra i 140 ed i 200 mg/dl. Si parla dunque di ipocolesterolemia quando il livello di colesterolo scende al di sotto dei 130 mg/dl.

Arrivando direttamente alle cause, ricordiamo che il corpo umano sintetizza da sé la maggior parte delle quote di colesterolo necessarie al proprio stesso fabbisogno giornaliero, tuttavia circa il 20% di esso dovrebbe venire introdotto con la dieta. Un regime alimentare inadeguato è dunque una delle maggiori cause di carenza di colesterolo (motivo per il quale, a differenza dell’ipercolesterolemia che si registra principalmente nei Paesi industrializzati ed è catalogata come una patologia del benessere, l’ipocolesterolemia è particolarmente diffusa nei Paesi in via di sviluppo).

Anche condizioni come l’ipertiroidismo, la celiachia, la sindrome da malassorbimento, le leucemie, la sindrome di Smith-Lemli-Opitz, rari disturbi ereditari e malattie epatiche come la cirrosi, l’insufficienza epatica e le epatiti possono causare un crollo dei livelli di colesterolo nel sangue. In ultima, anche farmaci come le statine possono abbassare notevolmente i livelli di colesterolo.

Mantenere gli adeguati livelli di colesterolo è fondamentale per la salute del nostro organismo.
Mantenere gli adeguati livelli di colesterolo è fondamentale per la salute del nostro organismo.

Rimedi

La prima cosa da fare quando si riscontra un valore di colesterolo totale inferiore ai 130 milligrammi per decilitro è quella di consultare un medico per la prescrizione delle analisi del caso riguardanti le cause sopra citate. Nei pazienti di giovane età, nella grande maggioranza dei casi le ragioni risultano essere disturbi tiroidei o celiachia, in questi casi – come eventualmente negli altri in questione – sarà opportuno intervenire direttamente sul disturbo a monte.

Praticare attività fisica aerobica almeno tre volte a settimana è un metodo efficace per mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo, così come consultare un nutrizionista nel caso in cui ci si voglia sottoporre ad una dieta senza rischiare di andare incontro a gravi carenze alimentari (tra le prime cause di questo genere di problematiche figurano proprio le “diete fai da te” improvvisate con scarsa cognizione di causa, spesso consumando quasi unicamente alimenti che abbassano il colesterolo).

Inoltre sembrerebbe che bere due bicchieri di vino rosso al giorno possano contribuire a mantenere buoni i livelli di colesterolo HDL, incidendo positivamente sul rischio di contrarre patologie cardiovascolari (preservando dunque la salute del cuore e dell’apparato circolatorio).