Ferritina bassa: sintomi, cause e che cosa mangiare

La ferritina bassa può essere un problema serio: ecco quali sono le cause e quali alimenti mangiare per tornare a stare bene

Ferritina bassa: sintomi, cause e che cosa mangiare

Tra i valori del sangue che possiamo riscontrare una volta svolte le dovute analisi, ve ne sono alcuni in particolare che vengono comunemente riportati nelle analisi di routine per controllare il nostro stato di salute generale. Scoprire se siamo interessati da valori come la ferritina alta o la ferritina bassa sarà necessario a chi avrà il compito di leggere i risultati del test per comprendere se siamo effettivamente in buona salute oppure se, viceversa, ci possono essere delle precauzioni da prendere o ulteriori accertamenti da svolgere, al fine di determinare se vi sia o meno da preoccuparsi.

Insomma le analisi del sangue presentano moltissimi valori di riferimento utili per capire come stiamo, tra questi la ferritina è indubbiamente uno dei più conosciuti poiché si tratta di un dato relativo alla presenza di ferro nel nostro sangue, che come sappiamo bene può essere particolarmente alta o bassa a seconda della dieta che seguiamo e di eventuali altre condizioni patologiche e non. Scopriamo insieme come interpretare questo valore, cosa può determinare un suo collasso e cosa fare.

Le cause della ferritina bassa

Come abbiamo detto questo valore è direttamente collegato alla presenza di ferro nel nostro corpo, nello specifico si tratta della proteina di deposito del ferro per eccellenza: va da sé che semplicemente osservando la sua concentrazione nel nostro flusso sanguigno possiamo determinare quali siano effettivamente le riserve di ferro delle quali possiamo disporre. Per questo la ferritinemia è un dato utilissimo per capire se abbiamo delle carenze o delle eccedenze di ferro nel sangue.

I livelli di ferritina sono utili a capire la quantità di ferro presente nel nostro organismo.
I livelli di ferritina sono utili a capire la quantità di ferro presente nel nostro organismo.

La ferritina è per gran parte stoccata nei tessuti e solo una piccola percentuale di essa si trova in circolo attraverso il sangue, tuttavia dal momento che esiste un equilibrio ben preciso tra la ferritina contenuta nelle cellule del nostro organismo e quella che scorre libera nel torrente ematico, conoscere i valori di quest’ultima è sufficiente a determinare quali siano effettivamente le scorte di questo minerale presenti nel nostro corpo.

In particolare sono i tessuti di fegato, midollo osseo, muscoli scheletrici e milza a contenere le maggiori concentrazioni di ferritina ed una carenza di questa proteina rispetto ai valori normali, implica giocoforza una condizione di carenza di ferro che interessa il nostro organismo. In particolare un valore basso può essere dovuto ad una dieta carente di ferro oppure, in caso clinicamente più rilevanti, a differenti tipi di anemia.

Valori normali

I valori di riferimento della ferritina sono di 20-120 nanogrammi per millilitro nelle donne e di 20-200 nanogrammi per millilitro negli uomini.

Com’è facile intuire a questo punto il sesso può determinare una variazione anche significativa dei livelli di ferritina nel plasma, così come l’età e lo stato di gravidanza, durante il quale – dopo il terzo mese – i valori di questa proteina iniziano a decrescere. Per questa ragione le donne incinte tendono ad avere la ferritina bassa. Anche l’artrite reumatoide e le emorragie sono condizioni che inficiano negativamente la concentrazione di ferritina nel nostro organismo.

Ferritina bassa: sintomi

Si tratta di un valore che richiede un certo tipo di attenzione da parte del medico curante, poiché come già detto può essere il campanello di allarme di condizioni come le anemie, tuttavia il problema principale di questa situazione è che spesso la ferritina bassa è asintomatica. Solamente quando la situazione peggiora infatti i sintomi, spesso lievi o addirittura assenti, iniziano ad assumere una rilevanza tale da spingerci a cercare un consulto specializzato.

Essi comprendono senso di spossatezza generale, dolori localizzati in corrispondenza di ossa ed articolazioni, irascibilità elevata, diminuzione della forza contrattile dei muscoli scheletrici (debolezza) ed ipersensibilità al freddo, calo della libido sessuale e della capacità di concentrazione, pallore e palpitazioni con possibili aritmie cardiache. Anche mal di testa continui e vertigini sono sintomi importanti che insorgono in particolar modo quando la situazione inizia ad aggravarsi.

Cosa mangiare in caso di ferritina bassa

Se in caso di ferritina alta la dieta da seguire escluderà alimenti che abbiano un’alta concentrazione di ferro e di sostanze chelanti, viceversa in caso di valore basso va da sé che sia preferibile propendere per cibi che abbiano un alto contenuto di ferro, al fine di aumentare le scorte di ferro a nostra disposizione.

In caso di ferritina bassa può rendersi necessario adottare una dieta specifica che comprenda alimenti ad alto contenuto di ferro.
In caso di ferritina bassa può rendersi necessario adottare una dieta specifica che comprenda alimenti ad alto contenuto di ferro.

Molluschi, crostacei, pesce, carni (prevalentemente rosse), legumi, spinaci e frutta secca sono tutti alimenti che presentano un alto contenuto di ferro e che sono consigliati in caso di ferritina bassa, così come fegato, uova, tacchino, mandorle, albicocche, farina d’avena e lievito di birra. Nel caso in cui la situazione lo richieda, è possibile fare affidamento ad integratori specifici di ferro normalmente reperibili in farmacia.

Qualora invece la carenza di ferro sia dovuta ad una condizione patologica come un’anemia, allora la dieta può non bastare ed è necessario intervenire a monte del problema adottando le terapie del caso per tenere la situazione sotto controllo.