Tendine d’Achille infiammato: cause, rimedi per il dolore e come si cura

Il tendine d'Achille infiammato è un problema che può avere grosse ripercussioni sulla nostra vita di tutti i giorni: ecco quali sono le cause principali ed i rimedi più efficaci

Tendine d’Achille infiammato: cause, rimedi per il dolore e come si cura

Il tendine d’Achille è uno dei tendini più conosciuti del corpo umano per via delle oramai risapute implicazioni riguardanti sua rottura, rese note in particolar modo dal fatto che si tratti di uno dei tendini che più “spaventano” in ambito infortunistico. Riscontrare una lesione in corrispondenza di questo tendine può infatti significare il dover affrontare un lungo periodo di stop, se non addirittura un’operazione chirurgica nel caso in cui la situazione sia grave.

Chi abbia mai assistito almeno una volta alla rottura di un tendine d’Achille inoltre, raramente riuscirà a rimuovere il forte rumore di uno schiocco sordo che questo tendine produce quando cede e si sfibra, arrivando infine a spezzarsi. Ma di cosa si tratta, perché si chiama così e per quale ragione spaventa così tanto gli sportivi (e non solo) quando inizia a “fare i capricci”?

Cos’è il tendine d’Achille

Noto anche con il nome di tendine calcaneale, per via del fatto che vede la sua inserzione nel calcagno, questo termine ha origine dal muscolo tricipite della sura (gemelli e soleo, i muscoli del polpaccio) e si innesta nell’osso del calcaneale, permettendo così di flettere ed estendere il piede. L’origine del suo nome deriva al mito ellenico di Achille, il grande eroe omerico protagonista dell’altrettanto celebre Guerra di Troia.

tendine d'achille
Il tendine d’Achille origina dal tricipite della sura e si inserisce nel calcagno.

La leggenda volle che Teti, la nereide madre dello stesso Achille, immerse il bimbo ancora in fasce nel fiume Stige per renderlo invulnerabile. Tuttavia Teti non si rese conto che tenendo il figlio per il tendine calcaneale avrebbe impedito alle acque dello Stige di bagnarne la pelle, mantenendo così quella zona del corpo dell’eroe ancora vulnerabile. Il resto è storia, anzi mitologia: Achille verso il termine del conflitto fu colpito da una freccia avvelenata proprio in corrispondenza di quel tendine e cadde, sconfitto.

Tornando alle nozioni puramente anatomiche, il tendine di Achille unisce il gastrocnemio ed il soleo in una sola, robustissima inserzione ed è il tendine più grosso e più resistente di tutto il corpo umano. La sua lunghezza è di circa 15 centimetri e lo stress di carico che si è calcolato possa sopportare in media questo tendine durante la deambulazione è di circa 3,9 volte il peso corporeo del soggetto al quale appartiene (mentre in caso di corsa il carico massimo è stimato addirittura in 7,7 volte il peso del corpo).

Il tendine d’Achille non è formidabile solo per la sua capacità di sopportare carichi estremi, ma è anche la “molla” che aziona il nostro corpo durante la locomozione bipede. E’ stato infatti osservato che un tendine calcaneale lungo è tipico degli esseri umani e dei gibboni arboricoli, mentre nelle altre grandi scimmie è corto o addirittura assente.

Questo tendine è particolarmente sollecitato negli sport di corsa ad alta intensità.
Questo tendine è particolarmente sollecitato negli sport di corsa ad alta intensità.

Questo tendine ha infatti anche la funzione di conservare la quantità di moto accumulata durante la camminata o la corsa per rilasciarla successivamente: i calcoli effettuati suggeriscono che proprio grazie alla conformazione di questo tendine l’essere umano possa vantare un aumento della velocità di marcia dell’80% riducendo i costi energetici della corsa del 75% a causa della riserva di energia elastica che il tendine d’Achille è in grado di accumulare. In altre parole è una sorta di batteria dinamo del corpo umano che si ricarica muovendosi eretti.

Tendine d’Achille infiammato o rotto: cosa fare

Nonostante la sua estrema robustezza e la sua straordinaria capacità di carico, anche il tendine d’Achille può essere soggetto a rottura. Essa può essere parziale o totale ed è particolarmente frequente negli sport che richiedono movimenti esplosivi degli arti inferiori, quindi estensioni improvvise ed altamente traumatiche del tendine calcaneo stesso (tipiche ad esempio di discipline come i 100 metri o i 200 metri piani, o di esercizi di potenziamento per le gambe a carichi molto elevati).

Sebbene l’infiammazione avvenga con maggior frequenza negli atleti, tutti possono sperimentarla in determinate occasioni. I sintomi più comuni sono il dolore di tipo urente e l’improvvisa rigidità che interessano il tendine stesso.

In questi casi può essere sufficiente una terapia a base di farmaci antinfiammatori e l’osservanza di un periodo di riposo (più o meno prolungato a seconda delle condizioni fisiche del soggetto e dell’entità dell’infiammazione stessa) per raggiungere la guarigione completa. In questo caso la terapia è analoga a quella adottata per la cura di altre infiammazioni tendinee, come ad esempio l’infiammazione del tendine del polso.

L'infiammazione del tendine di Achille può essere curata con successo con terapie conservative.
L’infiammazione del tendine di Achille può essere curata con successo con terapie conservative.

Tuttavia nel caso in cui si avvertano un improvviso dolore ed un sordo schiocco in contemporanea con un colpo netto in corrispondenza del tendine calcaneo, seguiti dall’incapacità di camminare correttamente, allora è possibile che il tendine d’Achille sia rotto parzialmente o totalmente.

In quel caso è consigliato rivolgersi immediatamente ad uno specialista per effettuare i test del caso (come il test di Simmonds-Thompson, un esame obiettivo tra i più efficaci per comprendere se ci si trovi di fronte ad una rottura di questo tendine).

Questo problema in una persona che non svolge attività sportive ad alto livello può essere causata da sforzi improvvisi determinati da un’attività fisica esagerata per le capacità del soggetto, ma il tendine stesso può lesionarsi per una serie di comportamenti che potrebbero indebolirlo progressivamente (l’abuso dei tacchi alti o l’assunzione di determinati farmaci che potrebbero determinare un’indebolimento dei tessuti tendinei).