Borsite trocanterica: sintomi, cause, esercizi e la terapia

La patologia della borsite trocanterica è causata dall'infiammazione della borsa del trocantere, e porta problemi di deambulazione: ecco tutto quello che c'è da sapere, quali sono i sintomi, le cause e soprattutto i rimedi per alleviare i fastidi

Borsite trocanterica: sintomi, cause, esercizi e la terapia

Se da qualche giorno sentite un dolore sulla parte laterale della coscia, oppure sul fianco, che ti genera fastidio (o vero e proprio dolore) quando cammini o quando dormi su di un lato, allora sì, la diagnosi potrebbe essere la seguente: borsite trocanterica. E allora, prima di capire di cosa si tratta, è bene dare un quadro generale della zona anatomica colpita, per capire di cosa stiamo parlando.

Per quel che concerne l’anca, c’è subito da dire che si tratta di una articolazione abbastanza complessa, costituita com’è da una cavità (l’acetabolo) e da una struttura dalla forma sferica, la testa del femore. Si tratta dell’estremità superiore dell’osso femorale, ed è ‘proiettata’ all’interno dell’acetabolo tramite una superficie di forma cilindrica, il collo anatomico, alla cui base vi sono due apici, uno inferiore ed uno superiore.

Quello superiore viene chiamato grande trocantere, e si tratta di una superficie sporgente che, nelle persone particolarmente magre (o anche quelle molto atletiche), è possibile toccarlo con mano esercitando una leggera pressione sulla parte laterale della coscia. E’ in questa zona anatomica che si trovano i muscoli motori del femore, e quelli che danno stabilità all’osso del bacino.

La collocazione della borsa trocanterica, la cui infiammazione è causa della patologia della borsite trocanterica
La collocazione della borsa trocanterica, la cui infiammazione è causa della patologia della borsite trocanterica

Sopra il grande trocantere è situata una struttura morbida (la borsa trocanterica), che serve a proteggere il trocantere stesso e a rendere più scorrevole il movimento dei muscoli e dei tendini di questa zona anatomica del nostro corpo. Ad essere toccata dalla borsite trocanterica è proprio la borsa trocanterica, nel momento in cui essa è soggetta ad infiammazione, come andremo a vedere tra poco.

Sintomi e cause della borsite trocanterica

Generalmente, sono diverse le cause che possono portare all’infiammazione della borsa trocanterica, anche molto diversi tra loro. Per capire se si tratta proprio di questa patologia, si può anche effettuare un semplicissimo test a casa: il paziente si mette supino, si flette l’anca, e si porta l’anca in adduzione in maniera passiva (c’è bisogno di qualcuno che lo faccia per noi). In questo modo, la borsa viene schiacciata e, se provoca dolore, è possibile che siamo affetti da questa condizione.

Tra le cause della borsite trocanterica, come detto, vi sono diverse condizioni: ad esempio, un semplice trauma nella zona interessata, o anche dei microtraumi ripetuti, come nel caso dei portieri di calcio che, nel momento di lanciarsi, sollecitano questa zona in maniera continua e ripetuta. Anche un sovraccarico sui tendini dell’anca può causare la borsite, oppure si può trattare anche di squilibri muscolari ed anatomici (come ad esempio una gamba più corta dell’altra, etc.).

Tra le cause possiamo annoverare anche una eccessiva sedentarietà, o anche un tipo di sforzo e di allenamento scorretto ed effettuato in maniera continuativa. Anche un intervento chirurgico al ginocchio, o in generale dei problemi a questa articolazione, può causare una trocanterite, che può essere anche causata da una condizione di obesità nel paziente, o una artrite reumatoide, così come una frattura dell’anca non trattata chirurgicamente.

Gesti quotidiani come il salire le scale, evidenziano i problemi di deambulazione che sono i principali sintomi di questo problema
Gesti quotidiani come il salire le scale, evidenziano i problemi di deambulazione che sono i principali sintomi di questo problema

Numerose sono le cause, mentre i sintomi sono un po’ più circoscritti. Innanzitutto, come dimostra il test di cui vi abbiamo parlato ad inizio paragrafo, il dolore nella zona laterale della coscia è il primo dei sintomi di borsite. Anche una istintiva zoppia ‘di fuga’ è sintomatica: si tratta di una zoppia indotta da chi cammina per non caricare eccessivamente l’arto dolorante, cercando di sforzarlo per meno tempo rispetto all’altro durante la deambulazione.

Il dolore, peraltro, si manifesta principalmente mentre si cammina, e soprattutto quando si salgono o si scendono le scale, poiché viene particolarmente sollecitata la zona anatomica di riferimento. Oltre alla possibilità di fitte improvvise, è possibile che sulla zona interessata sia presente anche un’edema o del gonfiore.

Borsite trocanterica: esami, cure e terapie

E’ necessaria una diagnosi ‘clinica’, ma a volte è necessario ricorrere anche a delle lastre. Si può anche effettuare una ecografia per evidenziare la presenza di problematiche a muscoli e tendini, o per misurare l’eventuale edema presente in questa zona del corpo.

Non è facilissimo curarsi da questa patologia. Di norma, non basta l’utilizzo degli antinfiammatori, ma spesso si arriva anche a dover fare della fisioterapia, importantissimi per scongiurare la cronicità della patologia, che possono allungare di molto i tempi di guarigione. Ne esistono di molti tipi: quando la borsite trocanterica è ‘fresca’, il linfodrenaggio può aiutare a trattare l’edema, assieme ad un massaggio decontratturante e soprattutto alla tecarterapia che, usandola senza calore favorisce l’eliminazione del gonfiore, mentre in ‘modalità termica’ contribuisce a ridurre l’infiammazione.

borsite trocanterica
L’impacco di arnica di montagna, uno dei rimedi naturali più utilizzati per contrastare le conseguenze della borsite

Prima di arrivare ad una terapia farmacologica, però, vi sono anche alcuni rimedi naturali per poter combattere la borsite trocanterica. Ad esempio, un ottimo aiuto per combattere la borsite è l’applicazione del ghiaccio: si può applicarlo almeno per i primi 5 giorni per 15 minuti, cercando però di non esagerare coi tempi, per evitare controproducenti azioni vasocostrittive.

Evitate di applicare fonti di calore sulla zona, e provate anche con degli antinfiammatori locali, con degli impacchi (ad esempio con arnica di montagna) che può temporaneamente attutire il dolore e far rientrare l’edema, ma anche l’applicazione di un gel può essere ben accetta, sempre dopo la consultazione medica.