Entesopatia: di cosa si tratta, tipologie e terapia

Non si tratta di una patologia grave, soprattutto nella fase asintomatica. Diventa però molto fastidiosa quando subentra la crisi iperalgica: scopriamo insieme cos'è l'entesopatia e come curarla

Entesopatia: di cosa si tratta, tipologie e terapia

Quando si parla di entesopatia o entesite ci si riferisce ad un’infiammazione dell’entesi, la giunzione osteotendinea, cioè l’inserzione in prossimità di un tendine o di un legamento all’osso.

La calcificazione è la risposta dell’organismo a questa infiammazione e indica che siamo di fronte ad un problema cronico, con il quale conviviamo da tanto tempo. L’entesopatia calcifica viene diagnosticata in percentuale maggiore nelle persone dai 30 ai 50 anni ed in genere è del tutto asintomatica.

Non è ancora del tutto nota la sua eziopatogenesi. Si inizia a soffrirne in concomitanza dell’incremento di pressione all’interno dei tendini associato ad una diminuzione della tensione parziale dell’ossigeno. Tali fattori, a seguito di stimolazioni e condizioni al contorno anomale, determinano il cambiamento reversibile delle cellule o di un tessuto, noto come metaplasia.

Superata la fase asintomatica in cui avviene la calcificazione vera e propria, si passa alla lisi spontanea che può avvenire in un lasso di tempo non preventivabile. In questo seconda fase ci troviamo di fronte alla calcificazione edematosa, che si frammenta e disperde il contenuto all’interno del tendine coinvolto.

Il gomito del tennista è una delle entesopatie più note
Il gomito del tennista è una delle entesopatie più note

Entesopatia: cause e sintomi

Le cause di questa patologia possono essere varie ma fra le principali vi sono certamente i traumi o microtraumi ripetuti, le infiammazioni croniche. Potrebbe essere causata anche da alcune malattie endocrine o metaboliche come il diabete oppure ancora da alcuni tipi di farmaci, come quelli a base di cortisone.

I sintomi compaiono quando subentra la calcificazione e sostanzialmente fanno parte delle “algie” gravi. Si manifestano in modo particolare durante la notte e provocano una riduzione della motilità articolare.

Tipologie di entesopatia

Esistono varie tipologie di entesopatia, fra cui meritano di essere citate le più frequenti:

In una prima fase l'entesopatia è asintomatica. Successivamente subentra la crisi iperalgica
In una prima fase l’entesopatia è asintomatica. Successivamente subentra la crisi iperalgica

Sintomi e Terapia da seguire

Non vi sono indicazioni terapeutiche per il trattamento delle calcificazioni asintomatiche e che non causano impotenza funzionale. L’entesopatia può guarire in modo spontaneo ma tale processo può richiedere tanto tempo, fino a superare i 10 anni.

Il processo terapeutico diventa necessario ed urgente in seguito alla comparsa della crisi iperalgica, con conseguente impotenza funzionale. In ogni caso, la terapia non è univoca e viene stabilita dallo specialista in relazione alla sede di insorgenza ed alla disabilità causata dalla patologia.

Le procedure moderne prevedo l’impiego di onde d’urto o ultrasuoni, oppure la chirurgia artroscopica, mininvasiva, o percutanea, in relazione alla grado della calcificazione. In altri casi non si esclude l’utilizzo di mini frese (in caso di calcificazione dura) o l’applicazione della tecnica dei due aghi ecoguidata (in caso di calcificazione molle).

tendine d'achille
Il tendine d’achille origina dal tricipite della sura e si inserisce nel calcagno.

Entesopatia al Tendine d’Achile

Anche il tendine d’Achille può essere interessato da entesite ed in questo caso si avverte un forte dolore posterosuperiore dell’inserzione del tendine al calcagno. Può essere causato sia da uno stile di vita eccessivamente sedentario e da problemi di obesità, sia da un’attività fisica troppo intensa che porta allo stiramento cronico del tendine sul calcagno.

La terapia da seguire è senza alcun dubbio la fisioterapia che sottopone i muscoli del polpaccio a stretching. Chi ne soffre può eseguire gli esercizi anche da solo: partendo da una posizione eretta di fronte ad una parete, dovrà estendere le ginocchia e mettere il piede in dorsiflessione, esercitando un leggera pressione posteriore in modo da stirare la muscolatura.