Polipo iperplastico: cos’è, cause e quando preoccuparsi

Il polipo iperplastico è una delle tipologie dei polipi intestinali, che difficilmente sfociano in gravi patologie. Ecco tutto quello che c'è da sapere

Polipo iperplastico: cos’è, cause e quando preoccuparsi

Il polipo iperplastico è una delle tipologie di polipi intestinali, ovvero uno dei piccoli rilievi che appaiono sulla mucosa intestinale, soprattutto su quella del colon e del retto. Si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di formazioni di natura benigna, che non hanno quindi la possibilità di trasformarsi in patologie ben più gravi. Fortunatamente, per quel che riguarda i polipi iperplastici, si tratta proprio di questo tipo di polipi.

Nonostante ciò, però, questa considerazione preliminare non deve far pensare che, quando viene diagnosticato sulla nostra mucosa un polipo iperplastico, non bisogna curarsene. Anzi, il discorso è che, con il passare del tempo, alcune particolari categorie di polipi possano trasformarsi in tumori maligni. Proprio per evitare questa eventualità, comunque, spesso si rende necessaria l’asportazione di tali formazioni.

Polipo iperplastico: di cosa si tratta?

Premesso, quindi, che non bisogna in ogni caso trascurarli, è altresì vero che non bisogna creare allarmismi. Basti pensare che, tra gli over 60, ben 4 adulti su 10 presentano dei polipi in uno stato che potremmo definire precanceroso. E’ questo uno dei motivi per il quale, a partire dai 50 anni, è bene tenere sotto controllo la situazione del proprio colon, tramite esami di tipo radiologico o con la ‘classica’ colonscopia.

Il controllo del nostro colon, di norma, va fatto a partire dai 50 anni. Nei casi di cancri al colon in famiglia, però, lo screening deve cominciare molto prima
Il controllo del nostro colon, di norma, va fatto a partire dai 50 anni. Nei casi di cancri al colon in famiglia, però, lo screening deve cominciare molto prima

La necessità di uno screening è ancora più impellente qualora vi siano in famiglia dei casi di tumore al colon; in questi casi, i controlli è bene che partano anche sui 30-35 anni, in età quindi ancora più precoce, aumentando la possibilità della formazione di polipi al colon. In ogni caso, vi è un lato positivo: anche qualora dovessero evolversi in tumori maligni, i polipi hanno una evoluzione particolarmente lenta, quindi difficilmente non ve ne accorgerete.

Si tratta di una percorso che, nel caso, impiegherebbe circa 10 anni, quindi per poter tenere sotto controllo la situazione potrebbe anche bastare un controllo ogni 5 anni. Chiaramente, qualora vi dovessero riscontrare la presenza di un polipo iperplastico, e si dovesse rendere immediata la sua asportazione, i tempi dei controlli andranno abbreviati l’uno dall’altro.

Quindi, in sostanza, si tratta di una delle categorie dei polipi, che presenta una natura benigna e difficilmente può portare ad una evoluzione di tipo neoplastico. Di norma, poi, c’è da aggiungere che è asintomatico, motivo per il quale molte persone – senza tenere in considerazione i necessari controlli – possono convivere con i polipi senza nemmeno esserne a conoscenza.

Nei casi peggiori, se appunto non si effettuano degli screening periodici (come detto, anche attorno ai 5 anni l’uno dall’altro sarà sufficiente), ce ne si accorge solo nei rari casi in cui esso sfocia in un tumore maligno, iniziando così a produrre dei danni seri al proprio organismo, rendendo impossibile il non accorgersi del fatto che qualcosa, nel nostro corpo, non sta funzionando a dovere.

polipo iperplastico
La diarrea mucosa è uno dei rari sintomi del polipo iperplastico, condizione che di solito è appunto asintomatica

Asintomatici, come detto, ma a volte i sintomi possono anche essere presenti. Si tratta di sintomi che in realtà non sono specifici, ma possono richiamare a diversi tipi di patologie, come ad esempio episodi di diarrea mucosa o di fuoriuscita di sangue dal retto, soprattutto nel caso dei polipi anali. Ovviamente, questi sintomi dipenderanno principalmente dalle dimensioni del polipo iperstatico e dallo stato di eventuale avanzamento in cui esso si trova.

Polipo iperplastico: quando preoccuparsi

La preoccupazione, come già accennato a più riprese, in questo caso è da tenere da parte, ma solo nel caso in cui si tenga sotto controllo il fenomeno. Vi sono alcuni casi, però, in cui anche il polipo iperplastico si ingrossa; sono casi rari, c’è da specificarlo, visto che la gran parte dei polipi è di piccole dimensioni e tende a non crescere. Per questo motivo, la maggior parte dei polipi di questo tipo resta benigna per tutta la vita, motivo per il quale non bisogna allarmarsi più del dovuto.

Nonostante ciò, a onor del vero, bisogna dire che l’evoluzione in un tumore maligno colpisce circa un caso su 10, e bisogna anche considerare il fatto che gli studiosi ritengono che tutti i tumori maligni dell’apparato intestinale cominciano da un tumore benigno. Non è prevedibile un quadro evolutivo, ma come detto è possibile tenere la situazione sotto controllo con degli esami mirati; in ogni caso, di solito l’asportazione del polipo previene lo sviluppo di un cancro.

La colonscopia è uno dei modi più efficaci per rimuovere il polipo, con lo stesso sondino utilizzato per lo screening preliminare
La colonscopia è uno dei modi più efficaci per rimuovere il polipo, con lo stesso sondino utilizzato per lo screening preliminare

Polipi intestinali iperplastici: cura e terapia

Ed è proprio la rimozione il modo più efficace per prevenire un eventuale tumore, anche nel caso in cui il polipo iperplastico sia asintomatico. L’asportazione chirurgica serve proprio per non correre alcun rischio di sviluppo cancerogeno. Il vostro medico potrà diagnosticarvi la presenza di un polipo tramite un esame fisico (testando la presenza o meno di sporgenze), per poi fare un esame rettale.

L’esame più efficace in tal senso è la colonscopia, ovvero un sottile tubo flessibile che entra nell’intestino attraverso l’ano e il retto. E’ tramite questo tubo che vengono eliminati eventuali polipi, mentre se si avvistano dei noduli sospetti, si ricorre ad una biopsia del tumore, asportandone un pezzo per l’esame istologico.

Altri esami frequenti sono la sigmoidoscopia, una procedura simile alla precedente ma che riguarda solo il tratto finale del colon, e il clisma opaco, un liquido iniettato attraverso il retto che, tramite radiografia, conferisce un colore più scuro ad eventuali aree tumorali.